Sei Pinguini Tattici Nucleari al Monk di Roma

Il live report dei Pinguini Tattici Nucleari: una botta di vita al Monk di Roma.

Io una settimana fa i Pinguini Tattici Nucleari non li conoscevo. Mi è stato sparato in chat il link a Irene su Spotify. Ho ascoltato, poi sono passato a Tetris, Sciare, Bagatelle, rigorosamente in ordine decrescente di ascolti per vedere se effettivamente questi sei ragazzi bergamaschi hanno talento o se hanno beccato un paio di singoli vincenti. Dopo aver ascoltato tutti e tre gli album mi sono convinto a vedere il concerto che si sarebbe tenuto il 2 febbraio (ieri, nel momento in cui scrivo) al Monk di Roma.


Ad aprire la serata ci hanno pensato i John Canoe -un trio garbage rock che ha fatto delirare per tutta l’ora della performance un ragazzo calvo davanti a me che saltava da solo- e Mudimbi, un rapper italiano di origini congolesi che fa paura per quanto è grosso, oltre alla violenza e l’ironia con cui costruisce i suoi testi. I Pinguini Tattici Nucleari si fanno comunque attendere: l’ingresso on-stage è fissato per le 23, ma i sei di Bergamo arrivano quasi mezz’ora dopo, con la stessa attitudine e spensieratezza che traspare dai loro testi. Sul palco si presentano Riccardo Zanotti (voce), Cristiano Marchesi (Basso), Lorenzo Pasini (chitarra), Claudio Cuter (chitarra), Elio Biffi (tastiere e fisarmonica) e Matteo Locati (batteria). Si parte subito con Sciare, un pezzo perfetto per scaldare l’ambiente in attesa dei botti. Mi colpiscono subito due cose: il pubblico che subito chiede “Elio nudo“, e la complicità che traspare tra i sei membri del gruppo. Non c’è quasi differenza tra il live e le versioni studio delle canzoni: Riccardo è perfetto, non limita nessun falsetto, non si mangia nessuna parola, le armonizzazioni ci sono tutte e non viene risparmiato niente nell’arrangiamento scelto per il live.

Si capisce che i Pinguini hanno la spensieratezza di chi non vuole prendersi troppo sul serio. Ci pensa sempre Riccardo ad introdurre i brani, utilizzando la stessa ironia che pervade brani come 79, Bagatelle o Sudowoodo. Apprezzatissimo dal sottoscritto anche il fatto di aver attaccato Me Want Marò Back sulla scia di Sudowoodo in maniera perfetta ed azzeccata, sia dal punto di vista tecnico sia per il tentativo ben riuscito di costruire una sorta di narrazione all’interno dello stesso live. Bisogna dire una cosa però: mi era stato riferito che i Pinguini Tattici Nucleari avrebbero attaccato canzoni clericali, ma ovviamente non ci ho creduto. Sono stato abbastanza sorpreso di sentire improvvisati Ghali, Coez e Calcutta, però non mi aspettavo di certo di star lì ieri sera a battere le mani e cantare Osanna Eh, Osanna al Cristo Signor. La sorpresa sta nel fatto che sembrava tutto così naturale da parte dei Pinguini, ed anche da parte del pubblico, me compreso, che ballava e batteva le mani. Si vede che l’auto-ironia è contagiosa.

Per i botti si aspetta la fine. Le Gentil è arrivata per terza, sul finire c’è stato spazio per Bagatelle, ma Irene e Tetris sono state le ultime due canzoni che i Pinguini bergamaschi hanno deciso di suonare per chi era al Monk. A quel punto Elio era già nudo da un pezzo, per la gioia di donne e qualche uomo (come si fa a non associarlo a Samwell Tarly di GoT?), e la gente ballava, cantava, rideva, sulla scia dei motivetti orecchiabili e dell’entusiasmo che i Pinguini sono riusciti a far arrivare al pubblico. Se ci fossero stati dei dubbi, il concerto li avrebbe in ogni caso fugati: troppa abilità e voglia di fare dei Pinguini per non capire che i sei ci fanno e non ci sono, perchè la loro musica è genuina e ha voglia di arrivare a chi la ascolta, perchè forse non troppe persone riescono a cogliere tutti questi aspetti. Ma quest’ultima è l’opinione del sottoscritto, che si è immerso totalmente nel caldo abbraccio dei Pinguini Tattici Nucleari per un’ora e mezza, chiusa con Bear nella grande casa blu. Ed è stato bellissimo.

Tracklist: 
1. Sciare
2. 79
3. Le Gentil
4. Sudowoodo
5. Me Want Marò Back
*canti clericali*
6. Cancelleria
7. Gioventù Brucata
8. Bagatelle
9. Irene

Encore: 
10. Tetris
10. Bear Nella Grande Casa Blu

Alessandro Naimo

Cerco di appassionarmi al marketing per sopravvivere. Spazio dalle arancine alla musica agli Happy Three Friends. Terrone dentro, morbido fuori.
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