Dischi Che Escono – 29/04/2019

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Dieci dischi o singoli potenzialmente più brutti degli agnelli di pasta di mandorle (09/04/2019 – 29/04/2019)


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A.A.V.V.
For The Throne

Vari, HBO

L’highlight
Nightshade

Per chi apprezza
I fenomeni generazionali

Ho la consorte indietro con Game of Thrones e sto vivendo uno dei mesi più complicati della mia vita. Il lunedì e il martedì non uso i social. Sento tutti parlare della grandissima, spaventosa battaglia di Grande Inverno e mi rode terribilmente di non sapere ancora chi è morto. Ho passato mezza mattinata a lavoro pensando di usare questa tracklist come un balsamo per lenire la mia astinenza e, ahimé, non ho fatto che fomentare il mio hype ogni volta che mi chiedevo cosa c’entrasse ogni singolo pezzo/artista con il successivo. Ah già, GoT. Porca puttana. In ogni caso sono tanta, tantissima roba i contributi dei Lumineers e dei The National. Qualcuno invece, per carità del Night King, silenzi una volta per tutte quello strazio di Matt Bellamy. – Riccardo Coppola


The Zen Circus
Canta che ti passa (Singolo)

Alternative Rock, Woodworm

L’highlight
Cantare

Per chi apprezza
le attese ai semafori

Gli Zen Circus dopo la parentesi sanremese durante la quale hanno presentato il brano L’Amore è una Dittatura tornano a sfornare nuova musica. Questa volta è il turno di Canta che ti Passa, brano che segue la recente uscita di Vivi si muore, la raccolta rilasciata in occasione del ventennale di carriera. Canta che ti passa, proprio così come dice il titolo, è il classico brano da cantare in macchina mentre si attende il verde fermi al semaforo, fregandosene degli sguardi indiscreti delle persone attorno. Canta che ti passa è un’ode all’odio verso i turbamenti che affliggono ciascuno di noi, quelli che inevitabilmente sono diventati stereotipi di stress e pensieri. “E allora corro senza pensare / Che non ho smesso di fumare / Ecco il fiatone”. Correre per sfogarsi viene reso difficile anche dai vizi, in questo caso quello del fumo. Sembra quindi inevitabile doversi portare dietro tutto. Come togliersi di dosso questi inutili pesi? Beh, cantando. – Francesco Benvenuto


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The Black Keys
Eagle Birds + Lo/Hi (Singolo)

Indie Rock, Nonesuch Records

L’highlight
Eagle Birds

Per chi apprezza
i graditi ritorni

I Black Keys sono sempre una garanzia fortunatamente, una sorta di bagliore nella notte. Voce, chitarra e batteria: ‘sticazzi di tutto il resto, l’essenziale è ciò che da sempre garantisce ottime riuscite. Loro ormai ne hanno fatto un marchio di fabbrica, al punto che lo hanno riproposto nei nuovi brani Eagle Birds + Lo/Hi. Turn Blue è ormai vecchio di ben cinque anni, sintomo di un non voler affrettare i tempi. Con calma tutto si porta a termine e con qualità. Certo l’apice del duo Auerbach + Carney è stato toccato con il pluripremiato El Camino, seguito poco dopo da Turn Blue, ma queste nuove pubblicazioni non sembrano tradire le aspettative, sempre alte per band di questo calibro. Let’s Rock è in uscita a giugno e sembra già essere uno dei top album per il 2019. – Francesco Benvenuto


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Marlene Kuntz feat. Skin
Bella Ciao (Singolo)

Cantautorato, Ala Bianca /Edizioni Bella Ciao

L’highlight
rielaborare con sentimento (ringraziando Tom Waits)

Per chi apprezza
i fan di Salvini e Forza Nuova

Non è la tarantella dei Modena City Ramblers (a proposito: quanto mi mancano i Concertoni del Primo Maggio con loro onnipresenti). Non è nemmeno la versione che ti aspetteresti dai Marlene Kuntz più incazzati. Perché Godano e soci non sono idioti, sanno quando e cosa (d)osare, sanno quale peso abbia una canzone-inno del genere. Chiamano l’amica Skin che sa anche trasmettere calore oltre che strilli strappa decibel. Il risultato è un Tom Waits se non avesse uno scaldabagno al posto della carotide (l’ispirazione alla versione di Tom Waits e Marc Ribot è evidente). Il che è meraviglioso. Buona serata amici (cit. Ministro-a-caso, o Francesco Benvenuto). – Andrea Mariano


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Rammstein
Radio (Singolo)

Metal, Universal

L’highlight
quelle cazzo di tastierine a 4 bit

Per chi apprezza
essere spiazzato tipo Van der Sar contro l’Italia a Euro 2000

Si avvicina sempre più il ritorno dei Rammstein. Un album dopo dieci anni di stasi, mica cazzi. Dopo “Detuschland”, singolo potente, possente e di impatto, “Radio” scivola molto più velocemente, stranisce, se non guardi il video che catalizza l’attenzione per i soliti elementi distopici e “disturbanti”, passa veloce e piacevole. Ma veloce. Orecchiabile, ma ha qualcosa musicalmente che non acchiappa al 100%. Il testo, invece, è spanne sopra alla media, pur essendo apparentemente semplice. Paradossalmente, è molto interessante il “lato B”, remix ad opera di twocolors. Noi, frattanto, rimaniamo in attesa di espatriare per vederli in qualsiasi stadio europeo (ma non italiano). – Andrea Mariano


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Daniele Silvestri
Love Pack (EP)

Cantautorato, Sony

L’highlight
Prima che

Per chi apprezza
Chi sa fare tutto

Silvestri è arrivato al terzo EP per introdurre il suo nuovo album, che sto aspettando con anticipazione molto più spasmodica di quanto mi aspettassi. Dopo il rap nero e quello annichilito e invecchiato, o le cazzatine dance amarcord dei primi singoli, il cantautore romano ritorna sulle coordinate romanticissime già intercettate con “Acrobati”, qui approfondite nel triste racconto autobiografico di una separazione evitabile e di desideri mai esauditi. Compaiono un paio di violini e degli arrangiamenti anche abbastanza elaborati, che confermano (qualora ce ne fosse il bisogno) la capacità del Silvestri di interpretare con il tocco del maestro praticamente qualsiasi genere tocchi. – Riccardo Coppola


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Ritchie Blackmore’s Rainbow
Black Sheep Of The Family (Singolo)

Rock, Minstrell Hall Music

L’highlight
la decenza musicale, finalmente

Per chi apprezza
la tracotanza blackmoreiana

Aoh, ma l’hai sentito il nuovo singolo di Riccardino? Come chi? Dai, quer vecchio che mo s’è convinto de fà un po’ de rock per tirà su dù spicci. Eh, quello che suona la chitarra. Ma no, ma no! Non sulle navi da crociera! Quello era un altro! Che cafone che sei, dai. Quello dei dipppaurpol, suvvia. Ecco, dopo aver tirato fuori delle ciofeche di singoli e un album live che viene apprezzato solo dai rampolli dell’alta borghesia di Tivoli, finalmente ha fatto na roba che potrebbe farti un buscio de culo tanto. Nun te lo fa, perché dopotutto è un signore. C’ha na certa, dopotutto. Ma forse ha ancora classe. Ebbravo Riccardì, menestrello di sta ceppa. Brano delicatissimo. Ruffiano quanto me mentre devo rimorchià un troione di Rozzano, ma delicatissimo quanto il troione di Cortina D’Ampezzo. Ebbravo Riccardì. Andrea Mariano


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P!nk
Hurts 2B Human

Pop, RCA

L’highlight
Love me anyway

Per chi apprezza
I tentativi

Fa male essere umani che esercitano il mestiere di artisti pop quando ci sono colleghi come Taylor Swift che ti sbattono in faccia video da 70 milioni di visualizzazioni in 24 ore. Lo ben so, P!nk. L’ottavo album della carriera di P!nk mette in scena una quasi-quarantenne che ha perso talmente tanta energia che farebbe bene a sostituire il punto esclamativo nel nome con un punto e virgola; una roba triste quasi quanto le stagioni di Ibra al Manchester. Non basta l’uomo-ovunque Khalid a rivitalizzare la tracklist, non basta Beck a dare un cambio di stile significativo. Non basta manco Chris Stapleton, anche se fa sempre bene sentirlo, perché in un mondo ideale TUTTE le canzoni avrebbero una strofa cantata da lui. – Riccardo Coppola


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King Gizzard & the Lizard Wizard
Fishing for Fishies

Psych Rock, Flightless Records

L’highlight
Nessuno

Per chi apprezza
La mollezza

Tempo fa salvai dei messaggi vocali di un mio amico post-asta del fantacalcio, che diceva “Boh” e “Va bè”, disgustato e sgomento, in merito a uno scambio di Pjanic per Gabigol. Li ho usati ogni volta che dovevo dar voce a miei simili sentimenti, e li metterei in fila per un album intero per questa uscita dei King Gizzard. In realtà lo farei per ogni uscita dei King Gizzard, ma in passato gli australiani hanno avuto la scusa del progetto di cinque dischi in un anno, poi anche di fare dischi circolari e volutamente ripetitivi fino allo stremo. Fishing for Fishies è invece proprio molle, privo di contenuti, insulso: vocalità nauseanti da tame impala moderni, melodie per nulla memorabili, pochissimi accenni di quel progressive che a volte appariva nei dischi precedenti. Boh. Va be. – Riccardo Coppola


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Fontaines DC
Dogrel

Post Punk, Partisan Records

L’highlight
Television Screens

Per chi apprezza
Ian Curtis

Gli ultimi anni stanno caratterizzandosi per un’ondata revivalista di post-punk, ma di quello autentico, non delle cafonate al sapor di elettronica degli Editors e di band accostate al genere nel corso degli anni 0. I Fontaines D.C., che sono al debutto ma che hanno già i crismi della band cult, sembrano catapultati nel presente dal 1980 secco, come se nelle radio alt non ci fosse Billie Eilish ma ancora Love Will Tear Us Apart; come se i Joy Division fossero sopravvissuti e avessero continuato a fare sempre la stessa cosa per 40 anni. I suoni più puliti e le chitarre più limpide non sono sufficienti ad aggiungere altre chiavi di lettura ad un album per soli nostalgici o al massimo per soli depressi, drammatico e scientemente disinteressato a scollarsi dai suoi ispiratori. – Riccardo Coppola

Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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