Musica che è Uscita – 17/09/2019

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Resoconti pre-autunnali di musica da ascoltare, da recuperare o da disprezzare.


Iggy Pop
Free

Per chi apprezza
Avere 200 anni, sentirsene 20 e per questo fare il cazzo che gli pare

Iggy Pop può tutto. L’ho scoperto in queste ultime settimane. O meglio, ho avuto conferma di ciò in queste settimane. Sarà sempre un cagnaccio randagio, ma quando vuole veste i panni (vabbè, solo la giacchetta) dell’uomo di classe, magari un po’ provolone ma pur sempre con uno stile estremamente elegante, e ti piazza ‘sto disco. Tutto il contrario del suo lato più sputtanato e animalesco. Placido, calmo, pacato, eppure tagliente, avvolgente. Ti stritola la gola, ma lo fa con garbo, con quello sguardo di supponenza ed eleganza che ti fa dire “Sì, me lo merito”. Tra i migliori del 2019. E arriva da uno che forse ha tutti e i 2019 anni. Meditate. – Andrea Mariano


Green Day
Father of All… (Singolo)

Per chi apprezza
Le casse del pc…

… Perché il suono viene sprigionato meglio da loro piuttosto che dallo stereo (e le casse dell’impianto sono buone, fidatevi). Confusionario, sta cazzo di voce filtrata che non sentivo dall’epoca dei The White Stripes. Ma… Ma io sono un vecchiodimmerda oramai. Quindi loro hanno fatto un bel singolo, se avete 16 anni e volete toccacciare le sise della vostra ragazza con repentina e vorace voluttuosità. – Andrea Mariano


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Ariana Grande, Miley Cyrus, Lana Del Rey
Don’t Call Me Angel (Singolo)

Per chi apprezza
I video SFW di PornHub

In un mondo in cui Bella Thorne a un certo punto impazzisce ed esordisce dietro la cinepresa per dirigere un porno, le aspettative per un incontro tra tre delle più desiderabili starlette del pop erano legittimamente schizzate alle stelle. E invece, crop top intrecciati della Miley e mugugni sensual-depressi della Del Rey a parte, non succede assolutamente niente. Sarà anche che dopo i rant di Fabio Volo Ariana Grande se l’è presa a male: tutto il video pare un remake spompato di quello in cui Madonna faceva la bond-girl per Die Another Day. Canzone ovviamente non pervenuta, ma in fondo se siete uomini eterosessuali e dite che non era il video a interessarvi state mentendo sapendo di mentire. E se vi aspettavate qualcosa di qualità da un pacchetto che include Charlie’s Angels e Ariana Grande fareste meglio a cambiare interessi. – Riccardo Coppola


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Angel Olsen
All Mirrors e Lark (Singoli)

Per chi apprezza
La femminilità depressa

La carissima Angela ha scollinato i trenta e da tremolante e tascabile ninfa dell’indie chitarristico è diventata un mix inedito di caratteristiche in apparente antitesi: oggi dietro i suoi singoli ci sono il dramma esistenziale di Emma Ruth Rundle, la vocalità affilata di Kari Rueslatten, il carisma di Kate Bush, la fisicità di Adele. All Mirrors sarà molto probabilmente una sfavillante meraviglia, e tutte le baroccate violinistiche di questi due singoli sono degnissima evoluzione delle chitarre scordate delle precedenti fasi della cantautrice. Aspettiamo fiduciosi. – Riccardo Coppola


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Belle & Sebastian
Days of the Bagnold Summer

Per chi apprezza
I panchinari inutili

È vero che è sempre una soundtrack e che non sarà dipeso neanche troppo da loro, ma il fatto che i Belle & Sebastian ritornino nella lista delle nuove release l’esatto giorno in cui lo fanno i Lumineers mi ricorda tanto il calciomercato 2018, quando la Juventus annunciava Ronaldo Cristiano e la Sampdoria annunciava Ronaldo Vieira. Days of the Bagnold Summer contiene una sequela di strumentali (i pezzi migliori, ed è quanto dire), di reincisioni di vecchie glorie della pluridecennale attività della band, e di nuovi brani come da tradizione stucchevoli e mollissimi. A ogni uscita sempre più tesa verso ricostruzioni storiche beatlesiane, la band scozzese merita il riconoscimento di un’abilità: l’impegno immutabile nell’annoiare, e nel non andare mai da nessuna parte. – Riccardo Coppola


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Korn
The Nothing

Per chi apprezza
Le seconde giovinezze

Oh, i Korn non ne stanno sbagliando una da qualche annetto a questa parte. Fedeli a sé stessi, eppure sanno anche rinnovarsi, nei punti giusti, senza snaturarsi, senza perdere troppo lo smalto (Slipknot, imparate). Una bordata di cazzotti che in confronto Ken il Guerriero è un efficiente distributore automatico di carezze. Perché cazzo state ancora leggendo qui? Perché cazzo non state ascoltando The Nothing? MUOVETEVI, DEBOSCIATI. – Andrea Mariano


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OneRepublic
Somebody to Love (Singolo)

Per chi apprezza
‘ste romanticate stile O.C. “Stile cosa?”

O.C. Marissa. Ryan. Ma molti di voi oramai non sapranno manco di chi cazzo e di che cazzo io stia parlando. Fottuti ragazzini tutti innamorati. Bah, sarà più ormone che amore. E per far colpo sulla tipa, sparate nello stere… nelle cuffie dell’iPo… dalla cassa bluethooth JBL collegata all’iPhone ‘sto pezzo. Limonata sicura. O almeno abbraccio e toccacciata di fine estate. Se avete più di 30 anni, andate alla toilette. Se avete tra i 14 e i 19 anni, provateci. Ma sappiate che fate cagare. – Andrea Mariano


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Fred De Palma, Sofia Reyes
Il tuo Profumo (Singolo)

Per chi apprezza
la neverending-cafonaggine estiva

Cuba libre, birra Corona, abbronzatura cafona stile fango sud-sahariano e vai di movimento di bacino. È settembre, la stagione è praticamente finita, “ci spezziamo come sigarette in tasca” e le bollette da pagare sono tante. Si torna in ufficio. Ma non Sofia, non Fred. Se ne sbattono la ciolla e vanno dritti in spiaggia. Non si suda più come a ferragosto, ma bisogna pur tenere alto l’orgoglio tamarro. Chissenefotte se come ritmo sembra Baby K, tanto son tutti uguali. “È arrivato, il professorone. Ma a te piace solo il rock, solo ‘sti satanisti di metallari”. No, io stravedo pure per quel king tamarro di Gabry Ponte. Questa, semplicemente, è musica buona per struscio e limonata durissima a caso. Il che, se contestualizzato, non è manco un difetto. – Andrea Mariano


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Kayo Dot
Blasphemy

Per chi apprezza
Le cose strane

Toby Driver ha una faccia da tenerone ma la sua carriera da solista non gli ha fatto perdere la cattiveria da freak di tutta la sua produzione precedente: i Kayo Dot ritornano con una copertina molto tumblr, un alone di vecchiume da inizi 2000 che gli renderà impossibile emergere anche di un solo dito nel mondo alt-prog, una quantità di svolte vocali e stilistiche completamente senza senso che non potrà che farlo adorare da chi nel 2019 si è rotto il cazzo dei grandi nomi e delle loro comfort zone. Capolavoro. – Riccardo Coppola


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Timo Tolkki’s Avalon
Return to Eden

Per chi apprezza
Cicciobello che ha preso la 220V

Timo Tolkki. Il ciccio pasticcio degli Stratovarius originali. Quello che non stava benissimo. Quello che si è messo a fare un’opera Power Metal sinfonica con un primo capitolo accettabile, un secondo brutto con un paio di gemme stratosferiche e poi… Zero. Per anni. Fino ad ora. Retun to Eden chiude il cerchio e vede il ritorno di Ciccio Pasticcio in grande spolvero: power dritto, un sacco di ospiti alla voce e una composizione finalmente gustosa. Non verrà ricordato negli annali, ma per qualche mese sì. Il che è grasso che cola. Bentornato Tolkki. – Andrea Mariano


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Elvenking
Reader of The Runes – Divination

Per chi apprezza
il potere degli antichi (cit.)

Per Odino benedetto, il primo album è del 2001. Siamo nel 2019. Lo StarTac è stato soppiantato dall’iPhone, Internet non è più un magico modo tutto da scoprire. Però PES è tornato a essere un gioco di calcio decente come all’epoca. Tutto questo per dire che gli Elvenking sono in giro da 18 anni, sono diventati maggiorenni e la cosa mi turba. Non mi turba, bensì mi rende turgido, il fatto che Reader of the Runes – Divination è un gran bell’album, un po’ più power del precedente, decisamente meglio prodotto. Ve lo ricordo: sono italiani. Ve lo ricordo: per il loro genere, sono proprio forti. – Andrea Mariano


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Renato Zero
Vetrina

Per chi apprezza
Pannariello

No, vabbé, scherziamo. Però è come vedere in televisione una di quelle trasmissioni che Panariello conduceva una quindicina di anni fa: fa strano. È fuori tempo massimo, sai che se lo guardasse ora un diciottenne, ti direbbe “Zio, ma cosa è zio, cioè, questo non è top, pheega”. Però Renatone ha un pregio: sa scrivere ancora bei testi. Chi afferma il contrario, mente. O è un cafone. Dal punto di vista degli arrangiamenti possiamo parlarne, tanto che in confronto un Battiato del 1994 in confronto è ancora avanguardia (e lo è, in effetti). Stile impolverato, ma a Renatone glielo si perdona. – Andrea Mariano


Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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