Layne Staley: ehi, la vita è stata bastarda con te

Sfogo verso una persona sfortunata

Ehi Layne.

La vita è stata un po’ tanto bastarda con te. Sai, mi sono chiesto spesso se tu l’abbia fatto di proposito a scegliere il 5 aprile, oppure se è stata una sadica casualità. Nessun clamore nei tuoi confronti. Qualcuno credeva fossi andato via già parecchio tempo prima, pensa un po’.

Qualche anno prima un ragazzo non è riuscito a gestire bene tutto quello che gli stava accadendo attorno. Troppa pressione, troppi riflettori addosso. Avrebbe potuto sfruttare il tutto a proprio vantaggio. Forse c’era anche riuscito per un po’, ma non è bastato.

Poi ci sei tu, che ti sei aggrappato a qualsiasi cosa pur di farcela. Con te, però, ho sempre pensato che la vita sia stata ancora più bastarda che non con Kurt. Hai ritrovato tuo padre, e alla fine anche tu hai capito che ti aveva ricontattato solo perché eri diventato famoso ed era più facile drogarsi. Scusa la franchezza, ma tanto è stato.

Avevi trovato una ragazza splendida, eravate l’uno l’ancora di salvezza dell’altro. Poi lei è andata via, non per sua volontà. L’ancora ti ha trascinato in fondo. Perché dimenarsi e tentare di risalire, se in superficie la barca oramai non c’è più? Hai pensato questo, probabilmente.

Un metro e ottanta e trentanove chili. Una folata di vento avrebbe potuto farti volare via. In un certo senso, così è stato.

Pensare di non avere più nulla deve essere terrificante. Se nel 1999 ti hanno chiamato per un progetto musicale nuovo, e nei video hanno dovuto utilizzare dei filmati di repertorio per far vedere che c’eri, è una forma di rispetto. E anche un dannatissimo campanello d’allarme.

Sei stato sfortunato. Anche per avere scelto l’isolamento da tutto e tutti. Il lieto fine non era alla tua portata, forse da sempre, e ti sei lasciato andare. Davanti a un televisore. Fisso sullo stesso canale per due settimane. Senza la forza di prendere il telecomando e spegnere.

Io nel frattempo sto ascoltando a ripetizione i vostri due Unplugged. Per oggi, mi sembra il minimo.

Ehi Layne.

Sappi che, comunque, qualcosa di buono lo hai fatto nella tua vita. Sfogarti con la musica, per esempio. Perché posso e possiamo ascoltarla ancora. Ti ringrazio per questo.

Andrea Mariano

About

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

Lascia un commento