L’Inps: il più bel pesce d’aprile della storia

“Io ne ho viste di cose, che voi umani…”. No, no. Fidati, NOI ne abbiamo viste di cose, grazie all’Inps. Tieniti pure i tuoi bastioni in fiamme.

Tutto è iniziato alle 23:30 circa di martedì 31 marzo 2020. Giorno di isolamento Covid-19… Boh, e chi li conta più.

Attesa per la mezzanotte, nemmeno a capodanno sentivamo un’euforia così feroce. Ovviamente l’Inps sa che si avvicina la fatidica data. Il 1° aprile. Il giorno in cui gli scherzi si sprecano. Come carnevale, solo che non ci si traveste: si è stronzi anche senza maschera.

Imparata la lezione da Internet Explorer, l’Inps gioca d’anticipo, rendendo difficoltosi i caricamenti delle varie pagine. Non della pagina per la richiesta d’indennizzo Covid-19. Tutto il sito. A tratti non funziona manco l’home page.

Si vola. E pure i vari santi volano. È giunta l’ora. Che tutto funzioni? No. È giunta l’ora di cambiare religione: il Cristianesimo ha esaurito entità sante e divine da poter invocare nei più svariati modi.

Ore 00:00. Il mio sistema è in crash (cit. Immanuel Casto)

I server dell’Insp faticano ancora di più. I 486 DX sono in evidente difficoltà. Strano, gli 8MB di ram e Windows NT sono sempre stati piuttosto affidabili. Non registravamo così tanta fatica ad accedere a un sito internet dal leak del porno di Paris Hilton.

L’asse Torino – Bologna si scambia informazioni e aggiornamenti della situazione in tempo reale. Si esulta per un caricamento di mezza riga di pagina. Si invoca una figura induista per l’ennesimo Page Error. L’asse non demorde. Ma morde. Bistoccu accompagnati da Amaro del Capo da una parte e arancina e gazzosa dall’altra, per la precisione.

L’asse Torino – Bologna tra frustrazione e panico

Ore 00:45. La svolta.

Poco a poco, pagina dopo pagina, divinità dopo divinità (nel frattempo siamo passati al paganesimo celtico), leggiamo la scritta “Invio domanda indennità”. La gioia. Stretta nei nostri cuori. Ricolma nei nostri occhi umidi.

Click.
Attesa.
La clessidra gira. Capriola dopo capriola. Fa venire il mal di mare per quante volte sta girando.

Page Error“. Si passa ai Maya e Aztechi.

Ctrl+F5 oramai non è più una combinazione di tasti, ma un rito. Un rito che ha lasciato un solco. Sulla tastiera.

Ore 00:55. Il trollaggio over 9000 (cit. Vegeta)

Sono dentro!” Non è partito un video porno, né un film di spionaggio (anche se vorrei farvi notare che dalla combinazione dei due generi si crea la categoria voyeur). È gioia, immensa. Siamo a un passo dalla storia. Siamo a un passo dalla realizzazione di qualcosa che oramai sembrava impossibile.

Nonostante tutto, le menti rimangono lucide, i toni pacati

Mentre esultiamo per l’ennesimo click andato a buon fine, mentre in un’altra finestra consultiamo l’elenco delle religioni presenti, passate e future e constatando che siamo prossimi al fondo della lista, un improvviso gelo.

No, stavolta i server dell’Inps hanno retto. La pagina è stata caricata. Con essa, il messaggio. Che non avevamo calcolato nel computo delle probabilità.

“Il servizio di richiesta indennizzo sarà attivo a breve”.

Rammarico. Profondo rammarico. Le religioni sono finite. Inizio a invocare e insultare la Triforza.

Basta, io ci provo domani mattina“. Che oramai è “stamattina“.

Refresho meccanicamente fino all’1:15. Infine, desisto. Ricordo Paris. Mi consolerò.

È stato peggio del Blue Screen di Windows.

Ore 2:08. Una chiamata dall’iperspazio

Stranamente già dormiente, la parte bolognese dell’asse si accorge che non sta sognando in 4D, che quella vibrazione di cellulare è per fortuna una vibrazione di cellulare. Ed è reale. Lo schermo illumina il buio della stanza e brucia la retina del povero cristo. Si passa dunque alle creature semi-divine di Final Fantasy.

È la parte torinese dell’asse. Swipe up.
Oh, che succede?
Ce l’ho fatta. Ho inoltrato la domanda. Si può fare. Muoviti. E buona fortuna
Cosa?! Opporc…”

Cade qualcosa da non so dove. Deve essersi frantumato a terra qualcosa. Chissenefrega.

Accedo. Non ci vedo. Maledetta retina. Le imprecazioni si rivolgono ai Pokémon. L’ansia di sbagliare iban, codice fiscale, la propria figura professionale, il proprio nome è galoppante. Chi non ha quattro nomi e nessun cognome non può capire.

I caricamenti sono rapidi quanto Usain Bolt mentre dorme incatenato. Ma sono caricamenti. Sbaglio e per l’ansia premo quel che un tempo era Ctrl+F5 (ora sono solo tasti neutri, senza alcuna scritta). Invento divinità a caso, come la Maledetta Moka e il Rancido Ragù.

Ore 2:40 Il lieto fine (?)

Clicco. Fine. Tutto ok. Salvo Pdf che funge da ricevuta (credo). Gioisco e festeggio con una camomilla. Ringrazio il fermo immagine di Paris Hilton. Morfeo esegue un magistrale supplex su di me e mi addormento all’istante. Sollevato. Io, come gli altri 50.000 che erano collegati contemporaneamente da tutta Italia.

Ore 11:00. Ciao stronzi, indovinate chi è tornato? (cit. Independence Day)

Gioioso, sereno. Noto sui social movimento. Persone che non riescono a entrare nel sito dell’Inps. Vi sono vicino. Penso: “Che culo”. E non quello di Paris Hilton.

Ore 11:05. Cosa che cazzo ghé? (cit. San Germano Mosconi)

Il capolavoro. Alcuni riescono ad accedere. Ma si trovano nel my Inps di Gervaso Minghetti, o di Simona Fronciosi, o di Ivaldo Ivaldi, o di Mirco Delle Marche. Il delirio: il sistema informatico dell’Inps è impazzito e ti fa accedere ad account a caso. Non è fantascienza. È realtà.

Ne ho viste di cose, che voi umani non potete immaginare“. E invece no, mio caro bel replicante. Stavolta sei tu che non sai a cosa abbiamo assistito. Un capolavoro disturbante.

Si vola. E volano tante altre cose. Guarda, una Madonna. Uh, come brilla. Deve smetterla di farsi puntare così tanti fari addosso durante i suoi tour.

Andrea Mariano

About

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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