Non serve ma è gratis #1 – La sfida di Hold The Button

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“Sono la passione e la curiosità a guidare l’innovazione”. Dan Brown

 

Il cellulare, strumento personalissimo, è sempre stato fonte di intrattenimento sin dai tempi del classico Nokia 3310. Space Invaders da giocare sulla tazza o Snake per competere con gli amici a chi ce l’ha più lungo (il serpente) sono solo due degli esempi di ciò che il cellulare è stato capace di offrire. L’evoluzione dell’hardware è stata contestualmente accompagnata da un parco app sempre più ampio, al punto che vi è un numero enorme di app che non sono mai state scaricate. Ma questo non dovrebbe sorprendere, visto che fin dall’uscita di iPhone 4 gli store di Google ed Apple sono stati pieni di roba dalla discutibile utilità, come l’app che riproduce il suono e la vibrazione di un rasoio elettrico e che permette di farsi la barba per finta. O ancora iBeer, l’app che fa bere birra gratuita direttamente dallo smartphone (almeno così dicono gli sviluppatori). Insomma, roba dal discutibile interesse. La prima puntata di questo simpatico siparietto del web si apre però con un altro tipo di applicativo, ovvero un artefatto digitale che riesce a far evolvere la sua funzione primaria, quella ludica e ricreativa, in una sorta di sfida appassionata con lo sviluppatore.

La sfida

Hold The Button è un gioco sviluppato da tale Juraj Kusnier, un tizio che ha un sito web composto da una sola pagina nella quale promuove tutti i giochi che ha creato. Tra i tanti spicca un giochino chiamato Pets Quest, le cui icone farebbero rabbrividire anche il nazivegano Vassallo. Ma torniamo a Hold The Button. Il gioco si trova gratuitamente su App Store e Play Store, e non potrebbe essere altrimenti.
Lo scopo del gioco è uno e uno soltanto: tenere pressato col dito un bottone al centro dello schermo per il maggior tempo possibile. Mi sono subito chiesto se Hold The Button potesse avere altre utilità oltre la sua proposta ludica. Ho pensato che si potrebbe tenere pressato il bottone per constatare se effettivamente Bolt corre i 100 metri in 9 secondi, oppure che l’app potrebbe essere utilizzata per misurare il tempo di cottura della pasta, ma altri visionari prima di Kusnier (e di me) hanno inventato degli strumenti adatti. Dubitando delle nostre capacità cognitive, Kusnier ha pensato bene di mostrare il funzionamento del gioco direttamente tramite l’app, ma non solo, dal momento che l’icona del gioco fa spoiler mostrando ciò che dovremmo fare praticamente sempre. Kusnier, evidentemente all’interno di un particolarissimo loop creativo, ha anche partorito una simpatica descrizione per il giochino: “Goal of this game is hold the button as long as you can. Just touch the button and hold it. Do you think it’s simple? Try it on your iPhone or iPad and be better than all the other players. The longer you play, the higher in online worldwide leaderboard you are”.

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La descrizione dell’app sull’App Store

Quel “Do you think it’s simple?” è messo lì a mo’ di sfida, come se Kusnier ci volesse dire: “Lo so che il gioco è stupido, ma tu hai voglia di perdere ORE cercando di non fare un cazzo?”. Ed effettivamente se pensate che il gioco sia semplice, state sbagliando. Personalmente ho provato diverse sensazioni non appena ho iniziato a giocare. È vero, la voglia di sfidare il mondo in una cosa così semplice, alla portata di tutti, è veramente tanta. Dimostrare di essere il migliore nel tenere il dito sullo schermo per ore potrebbe essere motivo di vanto e di orgoglio, ma non è facile. Dopo la mia voglia di rivalsa su un programmatore slavo che si è permesso di prendere in giro milioni di persone, è subentrato l’istinto di autoconservazione, e purtroppo o per fortuna non sono riuscito a raccogliere la provocazione lanciatami da Kusnier ed ho fallito, come è possibile notare dallo screenshot.

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Lo score personale

Dopo aver accettato il mio fallimento, ho voluto farmi del male e vedere fin dove può spingersi lo spirito di competizione dell’essere umano. Dando uno sguardo alla leaderboard si nota che la voglia che ha l’uomo di primeggiare in un qualsiasi campo potrebbe essere direttamente proporzionale alla sua voglia di perder tempo, o forse alla sua stupidità intrinseca. Potrebbe essere un ottimo spunto per una ricerca scientifica. In ogni caso, mi sono chiesto cosa spinga un individuo a competere su Hold The Button per più di 12 ore (o anche per più di un minuto), e così mi sono fiondato su YouTube per capire se esistesse qualche spregevole trucco per evitare di tenere il bottone pressato con un dito umano. La ricerca ha dato i suoi frutti, dal momento che ho trovato un video in cui un bambino con evidenti capacità al di fuori del normale ci spiega il metodo scientifico per cercare di stabilire il record mondiale di Hold The Button. Gustatevelo.

Mi preme sottolineare come Kusnier sia stato tanto sottile quanto cinico nel lanciare il suo personalissimo messaggio provocatorio ai giocatori di Hold The Button. Tra gli achievements del Game Center di Apple che è possibile ottenere, spicca quello più importante di tutti: tenere pressato il bottone per un giorno intero. Benchè louis_tl, Ty.1 :-), e tutti gli altri abbiano la mia stima, neanche loro sono riusciti a tenere pressato il bottone per un giorno. Questo mi fa capire che c’è ancora speranza per l’umanità, speranza nel riuscire a far scendere dal suo piedistallo di egocentrismo e arroganza Juraj Kusnier, speranza nel fargli capire che Hold The Button non è un semplice gioco, ma un concentrato delle passioni umane primordiali, della voglia di competizione dell’uomo. E un giorno un uomo riuscirà nell’impresa. Mi auguro solo di essere ancora vivo per poter assistere.

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Alessandro Naimo

Alessandro Naimo

Cerco di appassionarmi al marketing per sopravvivere. Spazio dalle arancine alla musica agli Happy Three Friends. Terrone dentro, morbido fuori.
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